Città delle anime perdute: la nuova coppa mortale

Città delle anime perdute” di Cassandra Clare

 

Sembrava più anziana. Non in senso negativo, soltanto diversa dalla ragazza che era entrata con lui al Pandemonium Club quella sera in cui tutto era cambiato. Più alta, ma non solo. Aveva un’espressione più seria, nel modo in cui camminava c’erano più grazia e più forza, gli occhi verdi erano meno inquieti, più determinati.

 

Trama
Lilith è stata distrutta, ma sia Jace che Sebastian sono scomparsi lasciando su quel tetto solo sangue e vetri fracassati. Il Conclave non riesce a localizzare né l’uno né l’altro. Jace però non riesce a stare a lungo lontano da Clary e quando andrà a trovarla per portarla con sé, la ragazza lo troverà cambiato. Il giovane Shadowhunter infatti, sembra essere in perfetta sintonia con Sebastian che fino a quel momento era stato uno dei suoi peggiori nemici. Cosa gli sta succedendo? Sta fingendo? Purtroppo no. Dopo quello che è avvenuto sul tetto, lui e il figlio di Valentine sono legati. Uccidi uno e uccidi l’altro. Come faranno a far tornare indietro il vecchio Jace senza ucciderlo? Quali sono i veri piani di Sebastian?

 

Città delle anime perdute
Città delle anime perdute

 

 

Titolo: Città delle anime perdute

Autore: Cassandra Clare

Editore: Mondadori

Genere: Urban Fantasy

Data di pubblicazione: 8 Maggio 2012

Pagine: 564 pp., copertina flessibile

Voto: 4 su 5

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Doveva portare il segno di quello che gli era successo, sia fisicamente che psicologicamente. Aveva rischiato di perdere l’anima, e la cicatrice sarebbe servita a ricordargli la debolezza della volontà e la difficoltà di essere buoni.

 

Recensione
C’è davvero tanto da dire su questo capitolo di Shadowhunters, Città delle anime perdute. E io spero di non scrivere una recensione infinita. Anche questa volta Cassandra Clare mi ha ingannata e stupita, o forse sono io che dopo cinque volumi non mi fido ancora pienamente di lei. C’è stato un momento durante la lettura in cui qualcosa non quadrava e mi sentivo quasi tradita e delusa. Come se lei potesse davvero inciampare negli intrecci creati. Ovviamente non è stato così.
In Città delle anime perdute ho amato la descrizione delle lotte e delle battaglie. Ho amato l’evoluzione della protagonista che potrà anche sembrare debole e indifesa a un primo sguardo, ma che si rivela sempre determinata e coraggiosa. Ho amato il finale (finalmente abbiamo un attimo di pace in vista dell’ultima epica battaglia) e ho amato Fratello Zaccaria che mi ha sorpresa diventando uno dei miei preferiti.

 

Eventi inattesi richiedono misure inattese. Al Conclave non dirò niente di ciò che emergerà questa notte. Se avrò la possibilità di salvare l’ultimo discendente della dinastia Herondale, lo considererò più importante rispetto alla fedeltà che devo al Conclave.

 

Quanto ho amato questa scena. Non mi sarei mai aspettata che un Fratello Silente mandasse a farsi friggere la legge e il Conclave per proteggere qualcuno. È stata una cosa davvero commovente.
Se ho amato Fratello Zaccaria ho detestato profondamente Jocelyn. Ho trovato del tutto superflui sia lei che Luke. Lui totalmente dipendente dalla donna. Lei una lagna continua che passa più tempo rinchiusa nella sua stanza a piangere che a fare altro. Per questo ho trovato le parti che li riguardavano utili soltanto ad allungare il brodo. Non ha certo contribuito a farmela detestare meno ciò che Jocelyn dice a un certo punto a sua figlia. Secondo la donna ha Jace la colpa di tutto. I guai di Clary sono cominciati quando ha incontrato il ragazzo. Ora, obiettivamente…a parte il fatto che se c’è uno che ha pagato più di tutti è proprio il ragazzo che dopo aver incontrato Clary è stato allontanato, snobbato, giudicato, ferito, ucciso e rapito. Alla fine, sua figlia che guai avrebbe passato? Inoltre se c’è qualcuno che ha la colpa di tutto sono proprio lei, Jocelyn, e Valentine. Valentine per i suoi deliri da perfetto psicopatico e questo lo sappiamo tutti. Ma lei non ha fatto nulla se non nascondersi. È stata lei a organizzare la rivolta quando era troppo tardi. Avrebbe potuto benissimo avvisare subito il Conclave nel momento in cui si è accorta della follia del marito, ma non l’ha fatto. Sapeva che Johnathan non era del tutto umano ma non ne ha parlato né con il Conclave né con i Fratelli Silenti che magari avrebbero potuto fare qualcosa. Insomma, la carissima Jocelyn piange su se stessa e scarica la colpa dei suoi errori a qualcun’altro. Diciamo che capisco benissimo la scelta del regista nel liberarsi di lei piuttosto che del piccolo Max nella serie tv. Assolutamente scelta super azzeccata.
Purtroppo ho trovato anche la parte riguardante i tre moschettieri (Clary, Jace e Sebastian) un pò forzata e lenta, ma probabilmente era messa lì di proposito per instillare il dubbio nel lettore. Almeno con me ha funzionato. Non mi convinceva il cambiamento improvviso di Sebastian e mi chiedevo che cosa stesse combinando Cassandra Clare perché tutto ciò non era credibile.
Anche i momenti Maia-Jordan li ho trovati noiosi tanto quanto quelli Jocelyn-Luke, come se potessero importare a qualcuno.
Un’altra nota positiva è che nonostante tutto abbiamo ricevuto qualche risposta. Abbiamo scoperto il vero piano di Sebastian, anche se discutibile. Anche se a questo punto mi domando perché andasse dietro a Valentine. Poniamo il caso che volesse rubargli la Coppa Mortale per raggiungere i suoi obiettivi, allora perché invece di seguirlo al lago ha perso tempo con i ragazzi? Spero che verrà spiegato nel prossimo e ultimo volume della serie.
Complessivamente ho amato Città delle anime perdute, lo stile di scrittura della Clare, il suo modo di raccontare e creare storie e il suo prendersi gioco del lettore. Adesso non so se sono pronta ad affrontare questa ultima epica battaglia. Da una parte non vedo l’ora di farlo, ma dall’altra sono triste perché questa storia si concluderà e io sentirò la mancanza dei personaggi che ormai sono diventati miei amici.

 

Un abbraccio silente

Serena

 

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